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domenica 15 maggio 2016

LA GRANDE TRUFFA DI TELETHON

LA GRANDE TRUFFA DI TELETHON


il professor Jacques Testard * denuncia l’imbroglio

Jacques Testard, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale Francese della Sanità e della Ricerca Medica (Inserm)

“E’ scandaloso. Il Telethon raccoglie annualmente tanti euro quanto il bilancio di funzionamento di tutto l’Inserm (Francia). La gente pensa di donare soldi per la cura. Ma la terapia genica non è efficace. Se i donatori sapessero che il loro denaro, prima di tutto è utilizzato per finanziare le pubblicazioni scientifiche, ma anche i brevetti di poche imprese, o per eliminare gli embrioni dai geni deficienti, cambierebbero di parere”.
*Jacques Testard, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale Francese della Sanità e della Ricerca Medica (Inserm), uno specialista in biologia della riproduzione, “padre scientifico” del primo bebè-provetta francese, e autore di numerose pubblicazioni scientifiche che dimostrano il suo impegno per una “scienza contenuta entro i limiti della dignità umana”.
Il professor Marc Peschanski, uno degli architetti di questa terapia genica, ha dichiarato che “abbiamo intrapreso un strada sbagliata”.
Marc Peschanski, è un biologo e neurofisiologo francese specialista delle malattie neurodegenerative e delle cellule staminali .
il biologo Marc Peschanski

Enti caritativi e fondazioni – Sembrerebbero organizzazioni lodevoli per il fatto che destinano i proventi derivanti dalle donazioni alla giusta causa. Ma la verità è un’altra, amministratori e dirigenti hanno stipendi d’oro e giganteschi rimborsi spese. Volano in prima classe, se non su aerei privati, soggiornano negli hotel più lussuosi e pranzano nei ristoranti più eleganti, grazie alle vostre donazioni. Infatti si è scoperto che certi Istituti e Enti di beneficenza spendono più del 40% degli introiti per coprire i “costi amministrativi“.
Jerry Lewis TELETHON ha raccolto più di un miliardo di dollari per la distrofia muscolare eppure adesso i malati di distrofia muscolare sono più numerosi di prima !!!

Tale fallimento era ed è prevedibile in quanto la ricerca finanziata da Telethon si basa per oltre il 50% sull’ utilizzo di animali o cellule di animali. “ I test sugli animali, per la scarsa affidabilità, sono cattiva scienza” ed auspica un radicale cambiamento nella ricerca. A riferirlo è uno dei più noti tossicologi al mondo, il professor Thomas Hartung*.
Ed ancora, della stessa opinione  il professor Horst Spielmann tossicologo della Freie Universitat di Berlino, ilProf. Michael Benatar neurologo della Emory University di Atlanta, in Georgia, specializzato nello studio della sclerosi laterale amiotrofica , Robert Weinberg il professore di biologia del Mit scopritore del primo oncogene umano, il Prof. André Menache medico veterinario e direttore di Antidote Europe, il Prof. Umberto Veronesioncologo di fama mondiale direttore Istituto Europeo di Oncologia e molti altri autorevoli ricercatori.

La bibliografia scientifica è ormai piena di pubblicazioni che criticano e invalidano la vivisezione ma nessun testo scientifico riporta testimonianze sui benefici della stessa. Le denunce, sempre più frequenti e su organi ufficiali. Il movimento di scienziati che si oppongono alla vivisezione sulla base di teorie unicamente scientifiche sta crescendo continuamente e sono sempre più frequenti gli articoli che, su riviste scientifiche prestigiose, muovono pesante critiche a questo metodo di ricerca.
British Medical Journal (volume 328, 28 febbraio 2004). Journal of the American Medical Association(volume 279, 15 aprile e 20 maggio 1998). Nature (volume 438, 10 novembre 2005). Annals of Neurology(volume 58, dicembre 2005).
*Thomas Hartung, dal 2002 al 2008 è stato direttore scientifico responsabile per la ricerca della Commissione Europea Ecvam, il Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi e ora dirige il Caat, Centro per le alternative ai test con gli animali della Johns Hopkins University, e insegna allʼUniversità di Costanza.
Thomas Hartung dirige il Caat, Centro per le alternative ai test con gli animali della Johns Hopkins University
*Thomas Hartung, dal 2002 al 2008 direttore scientifico responsabile per la ricerca della Commissione Europea Ecvam, il Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi e ora dirige il Caat, Centro per le alternative ai test con gli animali della Johns Hopkins University, e insegna allʼUniversità di Costanza.
QUANTO SOPRA RAPPRESENTA IL CONTENUTO DELLA LETTERA INDIRIZZATA AI MINISTRI DEL GOVERNO DI CENTRODESTRA: Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi; Ministro della Salute , On. Ferruccio Fazio; Ministro Turismo, On. Michela Brambilla; Sottosegretario Salute, On. Francesca Martini; A FIRMA DEL PRESIDENTE DEL PAE, STEFANO FUCCELLI, IN DATA 16.12.2010
Stefano Fuccelli, presidente Partito Animalista Europeo
Onorevoli Ministri, porgo alla Vostra attenzione il contenuto del presente articolo affinchè possiate trarre le dovute considerazioni a riguardo. E’ un dovere per tutte le Istituzioni divulgare la corretta informazione senza alcuna omissione o censura.”

sabato 14 maggio 2016

Torino Outlet village










Sarà buona cosa questo ennesimo Centro Commerciale, Questo però mette in pericolo la Colonia Felina che si trova in quel sito; avranno gli amministratori la sensibilità di salvaguardarla ? Oppure quello che conta è il denaro per il resto ce ne fottiamo !




lunedì 9 maggio 2016

Capretto sgozzato in strada: assolti i due rom Musulmani

matteo indice
GENOVA



C’è un limite alla pena che si può infliggere anche agli animali in nome della religione? A leggere una sentenza della Corte d’Appello di Genova parrebbe di no, prevale sempre la fede. Perciò sono stati assolti due rom che avevano massacrato un capretto, macellandolo con rito islamico senza autorizzazioni. La procedura sarebbe consentita dalla legge rispettando certi paletti; ma le sevizie inferte erano state così brutali che in primo grado li avevano condannati, finché altri magistrati non hanno ritenuto «prevalente» la spiritualità degli umani sul dolore delle bestie. Non solo: i medesimi giudici, nel decretare l’assoluzione, hanno ribadito che la legge non tutela l’animale in sé, ma semmai il sentimento di pietà degli uomini nei suoi confronti. E quindi se quest’ultimo non viene intaccato, si ha in buona sostanza carta bianca.

Il capretto era stato sgozzato in mezzo alla strada, appeso a testa in giù e lasciato morire dissanguato. E aldilà della pena scattata dopo il primo processo, una sanzione da quattro e seimila euro per due nomadi accampati con le proprie famiglie in Valbisagno, eloquente era stato il reato che il tribunale aveva deciso di contestare a F. C. e M.C., ovvero il maltrattamento di animali che ha come dirimente quella di «sottoporlo a sevizie per crudeltà e senza necessità». A distanza d’un paio d’anni il verdetto è stato ribaltato e da poco la sentenza è passata in giudicato: magari non avrà lo stesso peso d’una Cassazione, ma rappresenta a suo modo un precedente.

«L’ipotesi di crudeltà verso gli animali - scrive quindi il giudice Mauro Amisano - presuppone concettualmente l’assenza di qualsiasi giustificabile motivo, poiché la crudeltà è di per sé caratterizzata dalla mancanza di un motivo adeguato e da una spinta abietta e futile». Però: «Una pratica come il sacrificio rituale musulmano, che è di per sé crudele se parametrata alla sofferenza inflitta, non può essere considerata illecita poiché esplicitamente ammessa per il rispetto dell’altrui libertà religiosa, e quindi non lesiva del comune sentimento di pietà». Soprattutto: «Il limite allo svolgimento di queste pratiche è quello della necessità, nel senso che la macellazione senza stordimento preventivo della vittima è consentita solo ed esclusivamente nel contesto d’un rito religioso, com’è avvenuto nella fattispecie». Il problema è che c’è modo e modo di farlo.

E le guardie zoofile che sulle prime avevano denunciato i due rom, insistevano proprio sull’eccesso di sevizie, avendo assistito a loro dire a una scena raccapricciante. Non solo: è notizia degli ultimi mesi un esposto in grande stile presentato dalla Lav (Lega antivivisezione) alla Procura di Varese su situazioni analoghe registrate in macellerie caserecce messe su a Busto Arsizio, mentre la Regione Liguria ha approvato un mese fa la mozione d’una consigliera leghista che vorrebbe obbligare all’anestesia degli animali prima del rito islamico. Come dire che se ne parla parecchio, e ora un altro tassello pesante lo mettono le toghe genovesi: «Non vi è prova che l’animale sia stato sottoposto a sofferenze aggiuntive (...) in realtà, trattandosi di un sacrificio religioso si può presupporre che fosse volontà degli imputati non discostarsi dalla consueta prassi operativa».
MIOPIA DI CERTI GIUDICI
CHE METTONO UNA PSEUDO CULTURA PSICOTICA AL DI SOPRA DELLA LEGGE.
Una sentenza aberrante
Le presunte fedi religiose non possono costituire un alibi per commettere atrocità e barbarie sugli animali, se passa questo principio in barba alle leggi di uno stato; allora non sono condannabili neanche coloro che nel rispetto della loro religione praticano il sacrificio umano: tipo satanisti e altre religioni minori "la legge è uguale per tutti" - se bisogna rispettare prima la cultura delle religioni e quindi riconoscergli anche atrocità, il sacrificio umano va rispettato è questo che volete ? - I due rom vanno condannati, sollecitiamo tutti coloro che hanno più possibilità di noi ad attivarsi in merito.

giovedì 5 maggio 2016

Liberigatti A.A.A. - La vita è di tutti

Il miglioramento delle condizioni umane è da sempre lo scopo del progresso scientifico e nei secoli scorsi ciò ha richiesto il sacrificio di miliardi di animali, ma attualmente, nel terzo millennio lo sviluppo tecnologico ha messo a disposizione delle tecniche più avanzate che non richiedono più l'utilizzo di esseri viventi.
Oggi abbiamo mezzi e metodi che consentono risultati più accurati, sicuri e specifici per l'organismo umano, visto che tengono conto delle biodiversità della specie.
    UCCIDERE NON E' PiU' NECESSARIO DA TEMPO.
E se oggi dobbiamo ancora assistere a pratiche ottocentesche come quella della vivisezione, è solo perché costa meno della sperimentazione in vitro.
              La sofferenza degli altri non costa nulla.
Così ogni anno solo in Italia più di un milione di animali vengono rinchiusi in gabbie e trasformati in cavie da laboratorio; vengono avvelenati, ustionati o sezionati mentre ancora sono coscienti,
 generalmente "fino alla morte dell'animale".
                Nessuno ci fa caso alle grida di dolore.
Semplicemente l'azienda in questione riscontra un profitto:
ha risparmiato sulle spese e può lanciare un nuovo prodotto.
                    Perché la tortura costa meno
                        Ma la vita non ha prezzo
E un guadagno maggiore non è una ragione sufficiente per calpestarla . Ogni essere vivente prova emozioni, ricordo, soffre e gioisce, è uno scrigno di passioni intense e uniche, irripetibili.
Se hai guardato il tuo cane negli occhi almeno una volta, sai di cosa stiamo parlando.
La vivisezione è una terribile realtà da troppo tempo.
Oggi si può dire basta. E chiudere il capitolo.
                          Prima di tutto la vita.

domenica 24 aprile 2016

Migliaia gli animali tratti in salvo

GEAPRESS – Esattamente cinque anni addietro, il primo assalto ad un camion stipato di cani da destinare alla macellazione. Lo ricorda l’ONG Animal Welfare Project, impegnata nel salvataggio dei cani e gatti utilizzati per il consumo umano purtroppo in uso in alcune province cinesi.

Cinque anni sono tanti, così come l’esperienza maturata che consente oggi di potere intervenire in tempo reale una volta avvistato uno di questi trasporti. Una rete di attivisti che condivide i mezzi forniti dal web per comunicare velocemente la posizione del camion e dirigersi nei posti, bloccandolo.
Molte migliaia gli animali tratti in salvo in questa maniera. Targa, strada e direzione presunta vengono velocemente veicolati e decine di attivisti si precipitano nei luoghi chiedendo poi l’intervento delle autorità di polizia. In Cina, infatti, questi trasporti non sono vietati, ma una circolare governativa risalente al 2013 impone per i poveri animali un periodo di quarantena. Un costo spesso insostenibile e che i trafficanti tentano sovente di aggirare. Cani, peraltro, per i quali è forte il dubbio della provenienza furtiva o della veloce cattura in strada. Un aspetto, quello della provenienza illecita, svelato grazie all’attività degli animalisti cinesi che, nella speranza di potere bandire al più presto un fenomeno purtroppo in uso anche in altre aree del mondo, impongono la verifica dei protocolli sanitari.
Cinque anni addietro iniziava la “rivoluzione” degli animalisti cinesi. Un intervento deciso e coraggioso visto che non sono mancati gli incidenti dove, ad avere la peggio, sono stati proprio gli attivisti cinesi. I cani, però, in quasi tutti i casi sono stati tratti in salvo.
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 cina cani

fenomeno dell’abbandono di animali

GEAPRESS – Prende ora parte ai progetti educativi della Sottosezione Napoli Nord della Polizia Stradale di Napoli, come quello sulla legalità per i ragazzi della IV Classe Sezione I dell’Istituto di Istruzione Secondaria Gaetano Filangieri di Frattamaggiore (NA). “Grazia”, cucciolone di Pastore tedesco, avrebbe però molto da raccontare.

Lo scorso 7 aprile, infatti, i poliziotti della Sottosezione Polizia Stradale di Napoli Nord erano intervenuti al chilometro 753 della A1 Napoli-Milano. La segnalazione riportava di un cane di grossa taglia che scorrazzava sulla sede stradale. Gli agenti, subito accorsi, avevano così rallentato e fermato il traffico veicolare al fine di avvicinare il cane che girovagava senza controllo sulla corsia di sorpasso. I poliziotti, una volta riusciti a tranquillizzare il cucciolo, provvedevano a trasportarlo con il proprio mezzo presso gli uffici della Sottosezione. I successivi esami veterinari rilevano peraltro la presenza dell’ ehrlichiosi.
I poliziotti della Sottosezione Polizia Stradale di Napoli Nord, sensibili al fenomeno dell’abbandono di animali sulle arterie stradali ed autostradali, avevano poi deciso di prendersi cura del cane dandogli il nome di “Grazia”.
Proprio questa mattina “Grazia”, ha fatto ingresso nella sua nuova casa: la Sottosezione Napoli Nord.
La cucciola, è stata accompagnata dalle Guardie Zoofile dell’E.N.P.A.- Nucleo Provinciale di Napoli che hanno pure donato una cuccia personalizzata.
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Ente Regionale Servizi Agricoltura e Foreste

GEAPRESS – Ad individuare i piccoli cuccioli di volpe sono stati gli operatori dell’ERSAF (Ente Regionale Servizi Agricoltura e Foreste). Nei luoghi, infatti, erano in corso dei lavori di bonifica ambientale subito interrotti appena sono stati sentiti i mugolii delle volpi.

I soccorsi, subito attivati, hanno così permesso di salvare gli animali grazie all’intervento delle Guardie Venatorie WWF Milano che hanno coadiuvato la Polizia Locale di Cesano Boscone (MI).
Il WWF evidenzia come l’area divenuta oggetto dell’insolita operazione di salvataggio sia adiacente al Parco Natura, straordinario parco urbano frutto dell’impegno dell’Amministrazione Comunale di Cesano Boscone: il parco ha una superficie di 18 ettari ecomprende boschetti, filari e 4 piccole zone umide.
Grazie alla sensibilità degli addetti dell’ERSAF e al solerte intervento del Comandante della Polizia Locale Costantino La Selva” racconta Antonio Delle Monache coordinatore Guardie WWF Milano “ abbiamo potuto trarre in salvo i quattro cuccioli. I lavori di bonofica avevano irrimediabilmente compromesso le vie di uscita dell’insolita tana utilizzata dalle volpi. Gli animali ricoverati ora presso il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) WWF Oasi di Vanzago, verranno svezzati e liberati in natura.”
Il WWF invita i cittadini a segnalare eventuali casi di caccia illegale o il rinvenimento di animali in difficoltà al numero antibracconaggio 328 7308288, o tramite la pagina Facebook www.facebook.com/guardiewwflombardia.
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